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Di qualunque cosa si tratti io sono contro!
21 agosto 2011
ultima notte
Si guardò il fianco scoperto e sorrise come se fosse la prima volta che lo faceva.
Con sorpresa e finalmente nessun rammarico.
Non attese un'altra notte perchè lei raccolse subito la sua piccola speranza in lacrime e la cullò raccontandogli la più dolce delle favole.

Quel cuore secco e sbagliato tornò a gonfiarsi come una vela in mezzo ad una tempesta.



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18 agosto 2011
prima notte
Se hai le labbra troppo stanche e consumate dalla polvere di ciò che è venuto prima e una sorgente fresca nutre fino in fondo l'epidermide di ciò che pensavi ormai perduto per sempre...
Svegliati di nuovo nel cuore della notte e imprimi nel tuo intimo un sorriso sospeso nel tempo che serve al mondo per dimenticare la tua colpa.
Finalmente oggi trattieni cioè che sei nell'attesa di lei, cercando inequivocabilmente la ragione di aver lasciato questa faretra di iniquità sfiorando la corda del prossimo volo.
Si, adesso le mie squame si mutato in piume dorate nel cagiare di un pinna in ala fiera e sfrontata di fronte al nuovo orizzonte.
E il tempo ha chiuso le porte alla velocità mentre con un ticchettio cadenzato pesa sulla testa e nel cuore l'attesa più compresa ed emotivamente instabile di questo vivido desiderio di gioia, irrefrenabile, inatteso e che prude sotto la pelle come la mia brulicante e inerme tenerezza.



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18 agosto 2011
prima notte
Se hai le labbra troppo stanche e consumate dalla polvere di ciò che è venuto prima e una sorgente fresca nutre fino in fondo l'epidermide di ciò che pensavi ormai perduto per sempre...
Svegliati di nuovo nel cuore della notte e imprimi nel tuo intimo un sorriso sospeso nel tempo che serve al mondo per dimenticare la tua colpa.
Finalmente oggi trattieni cioè che sei nell'attesa di lei, cercando inequivocabilmente la ragione di aver lasciato questa faretra di iniquità sfiorando la corda del prossimo volo.
Si, adesso le mie squame si mutato in piume dorate nel cagiare di un pinna in ala fiera e sfrontata di fronte al nuovo orizzonte.
E il tempo ha chiuso le porte alla velocità mentre con un ticchettio cadenzato pesa sulla testa e nel cuore l'attesa più compresa ed emotivamente instabile di questo vivido desiderio di gioia, irrefrenabile, inatteso e che prude sotto la pelle come la mia brulicante e inerme tenerezza.



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13 agosto 2011
Se
E se succede di nuovo?
Se non saprai mai qual'è il confine, nell'incertezza sii di nuovo te stesso.
Era da tanto che aspettavo questa sensazione e ora che formicola intorno al mio stomaco e mi parla di vecchi ricordi immagino che di nuovo mi ritroverò nel via vai di un bel trambusto emotivo.
Tutto gira molto lento troppo lento.
E di nuovo ho le vertigini, ma uno spirito nuovo per affrontarle.



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28 marzo 2011
Tieni giù le mani da caino...
Anche il colpevole ha diritto di vivere.



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21 marzo 2011
Paura di dormire
Qual'è il senso di un meraviglioso week end, passato con persone a cui vuoi bene, che vola via lasciandoti un gran senso di vuoto in fondo al cuore?
Perchè non voglio addormentarmi? Perchè ho paura dei miei sogni?
Ho le scarpe piantate per terra coi lacci stretti perchè altrimenti non sarei più qui.
Anche ricominciare non basta per sopravvivere a se stessi, alle proprie scelte.  Ci vuole coraggio e io mi aggrappo al mio come ad un logoro e tenace salvagente, ma ho perso il porto sicuro, l'orizzonte di una terra dove poter finalmente approdare. 
Allegria naufraghi, oggi è un giorno crudele...



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18 marzo 2011
Zefiro torna e con lui tutto il resto...

Primaveraormai riporta i miti tepori, ormai la furia del cielo equinoziale tace con lepiacevoli aure di Zefiro. Si lascino, Catullo, le pianure frigie e la fiorentecampagna della calda Nicea: voliamo alle nobili città dell'Asia. Ormai il cuoreultratrepidante s'augura viaggiare, ormai felici per la voglia si rianimano.Salve dolci comitive di amici, che i partiti lontano da casa insieme da ogni partele varie vie riportano.

Iam ver egelidos refert tepores, iamcaeli furor aequinoctialis iucundis Zephyri silescit aureis. linquanturPhrygii, Catulle, campi Nicaeaeque ager uber aestuosae: ad claras Asiae volemusurbes. iam mens praetrepidans avet vagari, iam laeti studio pedes vigescunt. odulces comitum valete coetus, longe quos simul a domo profectos diversae variaeviae reportant.

 

Zefiro torna, e 'l bel tempo rimena, e i fiori e l'erbe, sua dolce famiglia, et garrir Progne et pianger Filomena, e primavera candida e vermiglia.  Ridono i prati, e 'l ciel si rasserena; Giove s'allegra di mirar sua figlia; l'aria e l'acqua e la terra è d'amor piena; ogni animal d'amar si riconsiglia.  Ma per me, lasso, tornano i più gravi sospiri, che del cor profondo tragge quella ch'al ciel se ne portò le chiavi;  e cantar augelletti, e fiorir piagge, e 'n belle donne oneste atti soavi sono un deserto, e fere aspre e selvagge.

 

 

 

 




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16 marzo 2011
Immobile
Certe mattine il ricordo di te 
si spande, dentro la mia carne,
come una malattia infantile
dalla quale non sono mai guarito

Con la sua elsa ancora in mano,
è un Tristano stanco e disperato
che anche se lo dice, 
non ha mai rinunciato...



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16 gennaio 2011
Senza parole
Il mio cruccio sono le parole. 
Mai uguali, senza riscontro, senza risposta.
False, vere, scontate, inutili. Sono armi a doppio taglio di una realtà che non esiste.
Ho vissuto di parole e persone ed entrambe mi hanno tradito.
Adesso ho un cuore in divieto di sosta da spostare.
Con le fiancate graffiate e gli interni ancora da aspirare, ha la sola colpa di avere atteso un attimo migliore di quello che ha appena vissuto.
Scusami se sono umano o quantomeno se ho provato ad esserlo.



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26 luglio 2010
Di nuovo...
Puoi uccidermi con uno spillo infilato dentro una parola...



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Le querce del 1910 avevano adesso dieci anni ed erano più alte di me e di lui. Lo spettacolo era impressionante. Ero letteralmente ammutolito e, poiché lui non parlava, passammo l’intera giornata a passeggiare in silenzio per la sua foresta. Misurava, in tre tronconi, undici chilometri nella sua lunghezza massima. Se si teneva a mente che era tutto scaturito dalle mani e dall’anima di quell’uomo, senza mezzi tecnici, si comprendeva come gli uomini potrebbero essere altrettanto efficaci di Dio in altri campi oltre alla distruzione.


L'uomo che piantava gli alberi, Jean Giono





Codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

Non chiederci la parola - Eugenio Montale

  

Quindi non ci biasimare se non siamo riverenti, è difficile parlare con in bocca il paradenti
Lombardia - Mercanti di Liquore

Il sidecar è la stella cometa che annuncia il diluvio agli uomini di buona volontà. Lo guida un San Giorgio alto due metri, un centauro mitologico che indossa una giacca operaia.

Cronache di Poveri amanti - Vasco Pratolini

Il poeta è un fingitore.
Finge così completamente
Che arriva a fingere che è dolore
Il dolore che davvero sente.


Autopsicografia - Fernando Pessoa

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
questa morte che ci accompagna dal mattino alla sera,
insonne, sorda, come un vecchio rimorso o un vizio assurdo.


Verrà la morte e avrà i tuoi occhi - Cesare Pavese

E cadde sulla neve ai piedi dell’amico
e cadde anche la luna nel bosco insanguinato
due alberi fiorirono vicino al cimitero
i fiori erano rossi sbocciavano d’inverno.


Eurialo e Niso - Massimo Bubola

Nemico...
Lui, che l'ha agguantata al collo,
l'ha scrollata dagli eserciti invasori fiume per fiume,
dalla Neretva alla Drina,
coi calci della fame,
senza nemmeno portar via una cipolla a un contadino,
perché così è la guerra partigiana.


Per Ante - Erri De Luca